Cenni storici

Nel 1992, durante una delle periodiche missioni di esplorazione e raccolta di germoplasma del C.N.R. di Bari, fu classificata, a Rotonda, una coltivazione di melanzana africana. Pare che questa nostra melanzana(Solanim aethiopicum) sia giunta a Rotonda alla fine dell'Ottocento, probabilmente dall'africa tropicale, come dimostra una ricerca condotta nel 1995 dal G.Langhetti, basata sulle testimonianze dei novantenni locali. Infatti, gli stessi agricoltori che la coltivavano, la destinavano all'auto consumo familiare. Questa nostra è piccola e rotonda, con sfumature verdognole e rossastre all'inizio della sua maturazione, a maturazione completa diventa più rossa, ma non più grande di una mela. Ma più che una melanzana, sembra un pomodoro, così come viene definito nel gergo rotondese. Diversa nel sapore dalla melanzana viola(Solanum melongena), giunta in Europa forse dall'India, ha un sapore più piccante, esotico, simile al fico d'India. Sono apprezzate anche le sue tenere e gustose foglie, che diverse da quelle della melanzana comune, in Africa vengono cucinate(Purseglove 1987). Altro pregio: a differenza della melanzana viola, la sua polpa non annerisce neanche dopo parecchie ore dal taglio. Le piantine sono poste a dimora in maggio, ed il primo raccolto avviene nel mese di agosto, per continuare fino ai primi freddi. Si conservano "nzertate", e l'utilizzo prevalente tradizionale è sott'olio. Ortaggio rustico e resistente, oggi più che mai, vegeta in tutti gli orti di Rotonda. Da un punto di vista agronomico, il "Solanum aethiopicum" è molto più rustico e resistente della melanzana comune,infatti è molto usato in programmi di miglioramento genetico, per il trasferimento di geni, resistenti a diversi agenti patogeni, in specie coltivate ad esso affini(Ano et al.,1991;Defrancq,1984;Herbert,1985). Ad oggi è in atto anche una iniziativa volta alla valorizzazione di questo prodotto
tipico regionale mediante il riconoscimento della DOP(denominazione d'origine protetta).
Dal 2002 è presidio riconosciuto da Slow Food.